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Malapianta

Questa volta il SILENCE teatro si misura con le suggestioni del Paradiso Perduto di John Milton.

Nasce così il nuovo spettacolo “Malapianta”, una storia antica ma anche attuale, un racconto sulle solitudini, sui desideri e le passioni dell’uomo. Una riflessione sulla natura umana, sul bene e sul male.

All’inizio una parata di Angeli in festa, scevri dal peccato, creature oniriche dell’immaginario notturno. Un tripudio di corpi lievi, silenziosi, in azione nei movimenti lenti, sospesi. Una parata magica, surreale, di forte impatto visivo e di poesia. La bianca schiera conduce gli spettatori in uno spazio deputato all’azione. Spazio senza confini, remoto, in un tempo senza limiti. La scena è scarna, segnata solo da un scultura ipermoderna (l’albero della tentazione? Una torre di avvistamento? Una macchina da guerra o di tortura? Un ricordo rupestre?). Qui si attende… qui qualcosa deve accadere. Tutto è fermo, poi una piccola piuma bianca nell’aria… la vocazione alla caduta. Una sottile inquietudine preannuncia lunghi dolori.

Ed ecco una guida, una sorta di Virgilio al femminile, accompagna lo spettatore attraverso la storia; racconta i fatti nodali, mette in guardia, commenta, prega, prevede, compiange la perdita dell’innocenza e l’amaro e fatale destino dell’uomo.

L’azione precipita. Assillati dalla dolorosa presa di coscienza della loro inferiorità e subordinazione, gli Angeli ribelli tentano di impossessarsi del potere divino, sovvertendo la loro esistenza. La musica sottolinea potentemente lo scoppio della rivolta, la violazione dell’ordine. In un’atmosfera livida, inquietante, si scatena una festa rissosa e sgangherata, con personaggi istrionici e grotteschi che sembrano usciti da un affresco popolare: l’immagine degli orrori contemporanei.

Nell’aria ristagnante si celebra la lotta tra libertà e perdita, tra bellezza e morte, tra desiderio e realtà: la discesa negli abissi dell’umanità. Tuttavia l’esaltazione del desiderio, degli eccessi, del repellente, della violazione dell’etica e dell’ordine non offre sollievo, né soddisfazione e gli accadimenti conducono alla tragedia finale, con la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden. Ora gli attori si tolgono la maschera, indossano i panni della quotidianità e se ne vanno , verso la ragione del dolore, testimoni di un attraversamento fatale, alla ricerca di un’alba diversa.

Li accompagna forse solo la speranza che nasce da ogni buio di storia. VIDEO GALLERY

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